tradimenti
La Passeggiata Segreta
Angel1965
05.08.2025 |
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"La figa di Maddy lo stringeva, lo succhiava, le sue urla riecheggiavano tra le mura..."
Era un pomeriggio fresco di ottobre. Il cielo pulito, il silenzio della campagna interrotto solo dal rumore dei passi sul vialetto di pietra. Antonio aspettava. Sessant’anni portati con fascino, mani forti, occhi che non avevano perso la voglia.Poi arrivò lei.
Maddy, trentacinque anni, rumena, lunghi capelli neri come la notte, un cappotto color beige con la zip centrale e frange leggere sui polsi. Le gambe nude spuntavano appena sotto. Camminava con sicurezza, con quel sorriso che non prometteva nulla di innocente.
Antonio la fissava, sentiva già il sangue affluire al cazzo. Lei lo notò. Gli si avvicinò e, senza dire una parola, gli mise una mano sul petto.
«Avevi voglia di me?» chiese piano, con quell’accento dolce e provocante.
Antonio la prese per la vita. «Da troppo tempo. Vieni.»
La condusse sotto un portico di pietra. Nessuno li avrebbe disturbati lì. Maddy si lasciò spingere dolcemente contro il muro, le mani di Antonio già in movimento: scese lungo i fianchi, poi sulla zip. La tirò giù lentamente. Sotto… niente reggiseno. Solo pelle calda e figa bagnata.
«Hai messo il cappotto… ma sei venuta già pronta.» sussurrò.
Lei sorrise, girandosi. «Ho pensato che ti sarebbe piaciuto scoparmi così. Nuda sotto.»
Le mani di Antonio si strinsero sul suo culo. Lo accarezzò, poi lo aprì con decisione. «Figa e culo… sono miei oggi.»
S’inchinò leggermente, facendola piegare contro il muretto. La lingua di lui affondò subito nella figa di Maddy. Lei gemette forte. Era bagnata, calda, tremante. Il sapore di lei gli esplose in bocca, mentre le dita le esploravano l’ano con lentezza.
«Sì, lì… leccami tutta. Voglio squirtare in faccia a te.»
E fu proprio quello che fece. Inarcandosi, Maddy venne con violenza, il corpo che si irrigidiva, i liquidi che le colavano sulle cosce e sulla bocca di lui. Antonio la beveva, la gustava come un premio.
Poi si alzò. Il cazzo era duro, pronto. Lo tirò fuori e lo puntò direttamente alla figa.
«Voglio sentirtelo tutto dentro, fino in fondo…» ansimò lei.
Lui la prese con forza, affondando. Le spinte erano lente all’inizio, poi sempre più forti. La figa di Maddy lo inghiottiva con avidità, bagnata e stretta.
«Te lo sento in pancia, cazzo… scopami più forte, Antonio!»
Lui la prese da dietro, poi la fece girare e la sollevò sul muretto. Le gambe di lei attorno alla vita, la figa che si apriva di nuovo per accoglierlo.
Si guardavano negli occhi, mentre lui scopava con forza. La bocca di lei cercava la sua, poi scese, lo succhiò sporca, affamata, mentre lui la teneva per i capelli.
«Mi vieni in bocca… o vuoi venirmi nel culo?» lo sfidò, con il cazzo ancora tra le labbra.
Antonio la girò, la penetrò di nuovo, questa volta più su. Il suo culo si aprì per lui, stretto, caldo, perfetto.
«Così… sì, scopami anche lì. Fammi tua.»
Il ritmo fu devastante. Lei ansimava, sussultava, si piegava, il corpo pieno di piacere.
Quando sentì che stava venendo, Antonio le strinse i fianchi, affondò l’ultima volta… e le venne dentro. Una scarica potente, sborra calda che riempiva il suo culo, mentre Maddy gemeva come una troia felice.
Restarono così, uniti, sudati, esausti.
Poi lei si voltò, ancora col fiato corto.
«Domani ci rivediamo?» chiese, leccandosi le labbra.
Antonio sorrise. «Solo se sei di nuovo nuda sotto quel cappotto.»
Ma prima di potersi rivestire, sentirono dei passi. Decisi. Furiosi.
«Maddy?!»
Era lui. Il marito.
Lei si voltò lentamente. E non fece nulla per coprirsi. Il cappotto si aprì del tutto, mostrando le cosce nude, le labbra gonfie di godimento, il buco del culo ancora umido di sborra.
Lui la guardò con occhi spalancati.
«Che cazzo hai fatto?!»
Lei si avvicinò con calma. «Hai sempre sospettato che fossi una puttana… ora lo sai.»
L’uomo vide Antonio. «Tu… sessanta anni, e ti scopi mia moglie come una troia?»
Antonio si alzò, calmo. «No. Tua moglie si è fatta scopare. Mi ha succhiato il cazzo, è venuta sulla mia faccia, si è fatta sborrare in culo. E ha goduto come una ninfomane.»
Il marito tremava. Ma anche eccitato.
«Guardami… ti eccita, vero?»
Si voltò di spalle, si piegò e allargò il culo. «Guarda dove mi ha sborrrato dentro… ti fa schifo o vuoi leccarlo via tu?»
«Antonio… domani vieni ancora. Ma fallo entrare anche lui. Voglio che impari. Voglio che mi guardi godere. Sempre.»
Il marito non si mosse. Gli occhi sbarrati, il cazzo duro sotto i jeans, e il cuore che batteva come un tamburo impazzito.
Maddy era già in ginocchio. Le mani sul cazzo di Antonio, duro, pulsante, sporco di lei e pronto a farsi succhiare di nuovo. Gli occhi fissi sul marito.
«Guarda bene. Così si succhia un cazzo. Non come ti facevo io, no… adesso sono una troia vera.»
E iniziò. La bocca aperta, la lingua lunga e affamata, le mani a stringergli le palle. Lo succhiava fino in fondo, fino a farsi sbattere in gola, sputando e gemendo.
Antonio le teneva la testa. «Così. Voglio vedere il tuo rossetto sul mio cazzo. E il tuo uomo che guarda in silenzio.»
Quando Maddy si fermò, il viso sporco di saliva e piacere, si voltò, si inginocchiò sul tavolo di pietra.
«Scopami davanti a lui. Fammi venire come non mi ha mai fatto venire in vita sua. Fammi squirtare. Fammi urlare.»
Antonio la prese da dietro. Un colpo secco, profondo. Il suo cazzo sparì dentro quella figa calda, pronta. Le mani sulle anche, le spinte violente. La figa di Maddy lo stringeva, lo succhiava, le sue urla riecheggiavano tra le mura.
«La senti, vero? Questa è tua moglie che si fa devastare la figa. E ora…»
Antonio sputò sul culo di lei, poi lo aprì con forza. «… ora anche questo buco è mio.»
Entrò. Il suo cazzo la riempì tutta.
«Sì, scopami il culo! Di fronte a lui. Così capisce quanto sei più uomo di lui!»
Il marito ansimava. Una mano dentro i pantaloni, a toccarsi mentre la sua donna veniva presa come una vera troia sottomessa. Maddy si piegava, si offriva, urlava.
«Sborra di nuovo dentro… nel culo, nella figa, in bocca… dove vuoi, ma sborra!»
Antonio la girò. Le spinse il cazzo in bocca e le venne con una scarica potente, dritta sulla lingua, sulla faccia. Sborra calda che colava giù, sulle tette, sul collo.
Maddy aprì la bocca, la mostrò al marito, poi la ingoiò tutta.
«Hai visto? Questa è la tua donna. Una troia che gode a farsi riempire da un altro. E tu?»
Maddy si alzò, nuda, sporca, ma fiera.
«Antonio… domani vieni ancora. Ma fallo entrare anche lui. Voglio che impari. Voglio che mi guardi godere. Sempre.»
Fine.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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